IL TAVOLO A TRE GAMBE NELLA CASA SULLA PALAFITTA

MOROLA caffe Italiano il tavolo a tre gambe nella palafitta

Il premio “installatore più giovane e creativo d’Italia” conferitomi da Arnaldo Vinci, Presidente dei Nazionali Car Audio nel 1989, contribuì alla nascita del DeeJaycar Team, formato da persone come Piero Lodeserto, dotate di grande passione e spirito di appartenenza. Nel 1995 dopo aver già vinto il campionato Nazionale realizzai una macchina per la sovraffollata categoria cento watt, con obbiettivo di vincere in una categoria superiore. Difatti provammo a partecipare a diverse gare nelle categorie “250 watt” e “500 watt”, migliorando ogni volta l’impianto, con soluzioni ingegnose a problemi complessi, fino a quando vincemmo la prima gara. 

 

Al tempo la competizione era molto serrata e il distacco tra il primo ed il secondo spesso era questioni di decimi di punto. Gara su gara guadagnammo l’accesso alla finale nazione con una vettura diventata famosa perché di Pietro Genca – quell’anno campione del Mondo di Tiro al piattello -, ed anche perché, essendo studiata per competere in classi superiori, era di fatto diventata il nuovo benchmark della sua categoria.

campione del Mondo Tiro al Piattello

Il giorno della finale io rientravo da Ginevra e Piero Genca da una sua gara in Australia. Oronzo Fanizza – ed altri fan del nostro Team partirono da Martina Franca con la macchina da gara ci trovammo tutti a Roma. Data l’importanza della finale, vi erano due giudici per ogni categoria e senza nessun preavviso appena arrivato fui chiamato per giudicare da solo la categoria Professionisti No Limits oltre “1000watt. Ero orgoglioso di essere stato scelto come super parte, da tutti miei colleghi e sapevo anche che la valutazione sarebbe stata complessa, ma accettai ben volentieri.

Finite le valutazioni fui avvicinato dai due giudici della categoria cento watt, i quali con molto imbarazzo, mi informavano che la mia macchina era stranamente sbilanciata sulle basse frequenze e per questo avrebbe conseguito il secondo posto. Dissolsi il loro imbarazzo spiegandogli che non dovevano assolutamente sentirsi in colpa perché al loro posto avrei agito allo stesso modo. Nonostante tutto, salii sul palco, premiai il vincitore della categoria che avevo giudicato e subito dopo mi fiondai ad ascoltare l’impianto notando immediatamente che, contro ogni logica la manopola delle basse frequenze era al massimo.  In quel momento ero talmente inalberato che, imprudentemente, avrei fatto lite pure con un SIL. Fù allora che il proprietario della macchina mi disse delle parole che porterò con me per sempre; “Pino non vale prendersela in questo modo, d’altronde non è la vita è solo una singola gara.”, aggiungendo che li atleti nella preparazione alla competizione si allenavano per la vittoria imparando ad accettare la sconfitta. In occasione delle Olimpiadi un allenamento di otto ore al giorno per quattro anni, veniva giocato in pochi attimi di competizione, nei quali sarebbe potuto accadere qualsiasi cosa.

La nostra vita è una “storia” in continua evoluzione scritta giorno per giorno dalla sorte, ma noi, con i nostri comportamenti, possiamo influenzare molto l’evoluzione della stessa. Per prima cosa dobbiamo essere convinti che la nostra sia una bella storia da raccontare, ricca di eventi, aneddoti e soprattutto affollata di persone. In realtà nel corso della vita incontriamo milioni di Persone, la maggior parte ci passa semplicemente accanto come lo scorrere veloce dell’acqua in un letto di un fiume, poche passando ci bagneranno, alcune le raccoglieremo in un secchio con il quale innaffieremo il nostro orto e pochissima di quella acqua la useremo per bere. La soluzione alla fragilità è quella del “tavolo a tre gambe nella palafitta”, dove le gambe del tavolo sono la Famiglia, gli Amici veri, il proprio Credo ed il lavoro fatto con passione. Mentre i pali che sorreggono la palafitta sono tutte le persone con le quali riusciamo a costruire relazioni di valore ed impariamo a dare il giusto valore alle cose. Un esempio di amicizia vera è disegno della palafitta è stato realizzato nel 2020 da Fulvio Torretta, storico componente del DeeJaycar Team.

fulvio torretta

 

Applicando questo concetto al caffè bisogna innanzi tutto ricordare che bere un caffè è un gesto agricolo che coinvolge migliaia di persone.  Si parte da un seme che piantato genera un albero che, cresciuto per almeno 4 anni, produce con una gestazione di 9 mesi, nell’Arabica e 6 mesi nella Robusta, una ciliegia che da quel punto in poi, grazie al lavoro di tantissime persone, si trasforma nella nostra amata tazza di caffè espresso. Affinché la nostra tazzina non si riversi, è necessario che il tavolo sia stabile e che le sue tre gambe, rappresentate dall’Importatore del verde, dal tostatore e dal barista, siano solide e svolgano il proprio lavoro con competenza e passione, rispettando il chicco e di conseguenza il consumatore finale. In una visone egoistica, questo potrebbe anche essere sufficiente, ma è invece necessario che, l’intera casa sia stabile e per questo i pali della palafitta sono importantissimi per non farla sprofondare nell’acqua. Qui interviene il progetto di caffè socialmente responsabile che, premurandosi di rispettare gli agricoltori, la terra e stimolando la continua ricerca di processi etici per le persone e per il Mondo, da forza a tutti gli attori della filiera immaginandoli appunto come i pali della palafitta.

 

Noi di MOROLA caffe Italiano abbiamo deciso di fare la nostra parte costituendo insieme al capofila Andrej Godina e ad altri 22 soci la Umani Honduras S.A., una società nella quale il profitto è importante solo nella misura in cui il flusso economico ci permetta di avere le energie per attuare il nostro piano strategico. Non amiamo annunciare la posa della prima pietra. Preferiamo raccontiamo quello che abbiamo già fatto mentre sviluppiamo nuovi progetti.

 

La nostra prima conquista è stata quella di far parte di un gruppo di Persone che lavora e crede in progetto Etico. Per questo ci siamo posti delle domande ed abbiamo scritto un codice etico che sotto il cappello del “caffèsocialmenteresponsabile” descrive la nostra filosofia e determina il modo di interfacciarsi con le persone e con gli elementi naturali della nostra piantagione.  Dal parco nazionale del Celache escono due fiumi che attraversano la nostra piantagione, il Rio Colorado ed il Rio Aruco e per rispettarli, non coltiviamo in prossimità dei fiumi e utilizziamoesclusivamente fertilizzanti ed antiparassitari biologici, che nella maggior parte dei casi ci autoproduciamo. (Vi invito a leggere l’articolo “Caffe Tecnologia e Fax” del 2018.)

 

Per fare bene devi sapere quello che fai, per questo abbiamo anche realizzato una scuola di formazione sul caffè in Honduras, dove gli agricoltori hanno per la prima volta compreso come il loro lavoro possa influenzare il risultato in tazza. Ci siamo conquistati il rispetto delle autorità locali al punto tale che, un nostro socio è stato nominato console onorario dell’Honduras ad Amburgo. Collaboriamo con l’istituto del caffe Honduregno ed abbiamo buoni rapporti con la console dell’Honduras in Italia. Durante il viaggio di febbraio 2020 abbiamo finalizzato l’acquisto di una proprietà adiacente alla nostra, contenente una sorgente di acqua con l’intento di riforestarne almeno un ettaro, intorno alla sorgente e lasciarlo in eredità ai nostri nipoti cosi come i nostri Nonni l’anno lasciata a noi. Oltre alle persone stiamo cercando di rispettare sempre di più la terra, attuando tecniche di coltivazione biodinamiche che preservino anche la fauna.

Quì produciamo il pregiato el Mirador e con studi approfonditi continuiamo a sperimentare costantemente colture che, messe insieme si rafforzano reciprocamente, oltre anche ad aver piantato specie di caffè ricercatissime quali il Geisha e 500 alberi di Cacao di varie specie, alberi di Liquidambar dal quale viene estratto un olio che è la base dei migliori profumi Francesi e tanto altro. In questo ambiente incontaminato produciamo miele con le Melipona, api senza il pungiglione, che per via della molteplice presenza di fiori presenti in piantagione producono un miele dal sapore complesso come ormai non siamo più abituati con le produzioni di massa.

L’invito è quello di partecipare ad uno dei viaggi di formazione che organizziamo per entrare in contatto con la natura e le persone del nostro caffè, vi assicuriamo che al vostro rientro bere un caffè per voi non sarà più una semplice fruizione di acquisto fatto.

Scrivetemi per dettagli e informazioni sui prossimi viaggi a:

viaggi_formativi@morola.it

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